COMUNICATO Hate Speech

LA CAMERA MINORILE “GIUSEPPE MAZZOTTA” DI COSENZA ATTESO
che, obiettivo condiviso da tutti gli operatori specializzati del settore di diritto di minorile, è la tutela delle persone minori di età in ossequio a tutte le norme italiane e sovranazionali che, tra l’altro, sanciscono il diritto di ogni bambino ad avere protezione in modo da crescere sano fisicamente, intellettualmente e moralmente;
IN RELAZIONE alla annunciata partecipazione del cantante Junior Cally al Festival di Sanremo, avuto modo di leggere i testi delle sue canzoni e di visionare i videoclip che le accompagnano, esprime fermo disappunto riguardo al messaggio in questi veicolato, nonché viva preoccupazione per la diffusione di simili testi, riconducibili al genere musicale della trap, tra le persone minori di età;
RITENUTO – che i messaggi contenuti nei testi, sono certamente discriminatori, sessisti, violenti e misogini ed esercitano un’influenza fortemente negativa sullo sviluppo di persone in fase evolutiva, istigando alla violenza e all’odio, in particolare contro le donne e tra pari; – che alla base della piramide dell’odio e dell’hate speech si pongono anche gli stereotipi e le rappresentazioni false o fuorvianti, per lo più nella forma del disprezzo, della degradazione e spersonalizzazione, generalmente con connotati esplicitamente sessuali. – che in Italia c’è un grave problema di sessismo, la cui pervasività deve essere tenuta ben presente e non si può quindi sottovalutare il forte impatto diseducativo di un linguaggio siffatto; l’uso di tale linguaggio d’odio, ostile, scurrile e aggressivo, supportato da immagini violente ed inquietanti, che da più parti vuol farsi passare come normalizzato, istiga a fatti di discriminazioni e crimini di odio – atti di violenza morale e fisica che giungono fino al femminicidio – perpetrati contro le persone in base al sesso, all’orientamento sessuale, all’etnia, al colore della pelle, alla religione,all’aspetto fisico o altro; – che gli stereotipi e pregiudizi di genere sono riprodotti e si riflettono nei messaggi verbali e nelle immagini di tutti i tipi di media; – che la Convenzione di Istanbul raccomanda l’introduzione di efficaci meccanismi di monitoraggio e di intervento sanzionatorio su comportamenti mediatici e comunicativi che esprimano sessismo, visione stereotipata dei ruoli tra uomo e donna, violenza e obbliga i paesi ad esercitare la dovuta diligenza nel prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire i colpevoli.

  • che i testi di Junior Cally sono connotati da contenuti espliciti che rappresentano azioni delittuose, ove le donne, sia giovanissime che anziane, sono rappresentate come oggetto di piacere violento e di insulti; – che l’utilizzo di un simile linguaggio può produrre negli adolescenti gli effetti dell’emulazione di atteggiamenti aggressivi e violenti, di assuefazione; un linguaggio con evidente connotazione negativa nel loro percorso evolutivo.
    RITENUTO INFINE – Che puntare il dito accusatorio esclusivamente contro il “mezzo” (il cantante), non esaurisce il compito di una seria critica da muovere, invece, all’intero sistema che consente la pubblicazione di siffatti brani e la conseguente diffusione tra gli adolescenti, in questa fase vulnerabili e facilmente influenzabili, senza alcun controllo o limite. Sistema che, alimentando tale mercato, approfitta proprio di questa vulnerabilità e influenzabilità al fine dell’ ottenimento di facili e ingenti guadagni conquistati però, sulla pelle dei minorenni; – che il risalto mediatico scaturito già all’annuncio della presenza di tale cantante al Festival di Sanremo, molto utile al rapper dal punto di vista pubblicitario, era facilmente prevedibile e doverosamente evitabile; AFFERMANDO Che la tutela, la protezione ed il futuro delle persone minori sono inderogabili responsabilità degli adulti INVITA Le Autorità tutte, preposte alla tutela, alla vigilanza e al controllo delle politiche relative alle persone minori di età ad attuare una concreta azione di prevenzione, contrastando, impedendo e reprimendo i casi di istigazione, in modo da garantire alle nostre e ai nostri giovani una conseguenziale, doverosa e adeguata tutela.